
Intrighi e passioni violente traversano (come un'onda, appunto) acque sporche, imbrattate da perversioni e crudeltà assortite, garantite dalla penna del giallista Fabio Pitorru (alle prese con un soggetto di Lamberto Bava). Dopo un incipit fiacco e routinario, Deodato sfoggia il suo personalissimo stile di regia: secco, dinamico, eccessivo (con nudi insistiti e parecchio audaci) e sconfinante nel dramma finale (risolto, forse, troppo velocemente). Ottimi gli interpreti: dal "villain" Steiner alle bellissime protagoniste, sulle quali svètta la (allora) moglie del regista (Silvia Dionisio).