Visualizzazione post con etichetta 1997. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1997. Mostra tutti i post

venerdì 1 luglio 2011

Kundun - Regia di Martin Scorsese (1997) in streaming

Nel 1933 il tredicesimo Dalai Lama Thubten Gyatso morì. Nel 1937 fu trovato reincarnato nell’attuale quattordicesimo Dalai Lama, Sua Santità Tenzin Gyatso, Premio Nobel per la Pace nel 1989, che si insediò all’età di diciotto anni come capo temporale e spirituale del popolo tibetano nella città di Lhasa.
Tenzin crebbe in anni di guerra, anni di tragedie mondiali, anni cruciali e decisivi per la storia del suo paese, il Tibet, uno stato all’epoca occupato e assorbito dalla Cina rossa di Mao Tse Tung e tutt’oggi regione cinese il cui governo esule, nella figura del Dalai Lama stesso, è in India.
Scorsese celebra la figura carismatica e pacifica del grande Dalai Lama, del grande “oceano di saggezza”, e denuncia in questa opera storica e biografica la situazione attuale e l’aggressione subita al tempo dalla popolazione tibetana regalandoci un’ottima ricostruzione storica di un tempo, di una terra e di una mentalità a noi molto lontana e difficile da comprendere.

sabato 22 maggio 2010

Vajont di Marco Paolini (1997) in Streaming

vajontLa sera del 9 ottobre 1997 Marco Paolini rievoca, negli stessi luoghi, i fatti e gli accidenti che 34 anni prima avevano portato alla sciagura del Vajont e dei paesini limitrofi.
Lo strappo alla regola, l’eccezione che porta il teatro per la prima volta qua dentro è il tributo al più bell’esempio di teatro civile mai realizzato in Italia negli ultimi – quanti saranno? 20? 30? 50 anni? Tra le moltissime pagine oscure del dopoguerra in italiano, la strage di Longarone, Rivalta, Pirago, Faè, Villanova e dintorni è la più dolorosa, costosa e terribile; ma è anche tra le più dimenticate, perché l’incontrastabile fatalità dell’incidente naturale davanti al quale l’uomo è impotente fu una frottola con cui i responsabili si sono riempiti la bocca per decenni. Paolini è un fenomeno che parlando di invasi, carotaggi e smottamenti con esattezza da geologo e cuore da grande artista tenne incollati all’epoca, oltre che i 500 spettatori dal vivo, anche sei milioni di telespettatori che, per la stragrande maggioranza, non l’avevano mai sentito neanche nominare; si aggiunsero davanti alla tv a poco a poco, attirati dallo zapping o dal passaparola, e non si staccarono fino alla fine.